Giocare a golf non è solo un divertimento, ma anche uno sport intrigante e strategico al tempo stesso.

Chi segue uno sport si diverte, chi lo pratica si svaga, chi si applica davvero gioca a golf. Ecco alcuni consigli per praticarlo al meglio evitando traumi a livello delle articolazioni e dei muscoli.
di Federica Sabiu

 

Il Golf, da sempre praticato negli Stati Uniti da milioni di persone, è diventato anche nella nostra città uno sport molto ambito per via della sua adattabilità a tutti, sia ragazzi che adulti di ogni età e genere.

Non è solo un’attività sportiva, ma è anche e soprattutto un allenamento psico/fisico perché allena il corpo e la mente, richiede forza, ma anche equilibrio, coordinazione e molta concentrazione.

Perché adatto a tutti?

Innanzitutto e’ uno sport che non richiede una grossa preparazione atletica, nel senso che non è necessario per raggiungere una buona performance fare degli allenamenti estenuanti in palestra. Di sicuro richiedendo un certo grado di forza per lo “swing” ( il movimento rotatorio del bacino durante la battuta), praticare un allenamento di almeno due ore alla settimana mirato a rafforzare la muscolatura di tutto il corpo non può che giovare. Ma più fondamentale ancora è sicuramente abbinare degli esercizi di stretching prima e dopo l’allenamento, essendo uno sport che richiede molta flessibilità.

Tra le caratteristiche del golf, quella che più lo rende affascinante e adattabile a tutti, è sicuramente il fatto che si svolge all’aria aperta, il campo da gioco, infatti, sono immense distese di prato verde dove bisogna far scivolare la pallina, alternate da ostacoli di erba alta (rough), sabbia (bunkers) e laghetti , dove bisogna evitare che finisca la pallina se non si vogliono perdere punti.

È uno sport indicato anche ai cardiopatici, infatti, migliora la circolazione e il sistema cardiocircolatorio in generale.

Il percorso si snoda in circa 5 km se si considera che le 18 buche presenti sul campo si devono fare per 4 volte, tutto ciò comporta una camminata di circa 4 ore.

Potremo definirlo un allenamento a 360 gradi, essendo sia aerobico che anaerobico (durante lo swing), si consumano più o meno 5kcal/ min. e, di conseguenza, aiuta anche a bruciare i grassi in eccesso.

Ora veniamo alle note dolenti!

Come tutti gli sport se non praticato correttamente può dare dei problemi abbastanza fastidiosi. Nel caso del golf gli infortuni più comuni sono:

– L’EPICONDILITE, nota anche come gomito del golfista, è un’infiammazione del tendine del gomito che si propaga anche all’avanbraccio e al polso e che rende difficoltosi i movimenti quotidiani;
– L’ALLUCE DEL GOLFISTA, infiammazione dell’alluce che parte dal metatarso e si irradia sino alla falange e che se non trattato tempestivamente può degenerare in alluce valgo;
– ALTRE PATOLOGIE dell’anca e della colonna vertebrale, dovute ad una postura scorretta o ad un carico eccessivo durante gli spostamenti in campo (il golfista nella sacca trasporta sino a 14 mazze, oltre tutto il resto dell’attrezzatura).

In ogni caso, per ovviare a questi inconvenienti , oltre che eseguire i movimenti giusti, bisognerebbe supportare la propria alimentazione con degli integratori alimentari a base di ACIDO IALURONICO per aumentare la mobilità articolare e rendere di conseguenza più fluidi i movimenti, utilizzare un buon integratore di MAGNESIO che avendo un’azione miorilassante è un ottimo rimedio come defaticante nel post partita e allenamento.

In caso di traumi, invece, a parte il riposo necessario, i principi attivi naturali che più danno benefici sono:
– LA GLUCOSAMMINA
– LA CONDROITINA
– L’ARTIGLIO DEL DIAVOLO
– L’ARNICA

Tutti rimedi che con la loro azione antidolorifica e antinfiammatoria riducono i tempi di guarigione e ci aiutano a tornare in campo il prima possibile.

LA FIDUCIA IN SE STESSI E’ IL FATTORE PIÙ IMPORTANTE IN QUESTO GIOCO E, INDIPENDENTEMENTE DAL PROPRIO TALENTO , C’È SOLO UN MODO PER CONQUISTARLA : ALLENARSI ( cit. di Jack Nicklaus considerato il miglior golfista statunitense di tutti i tempi).