Una città abbandonata in seguito all’alluvione del 1951 che in Ogliastra decretò nel decennio successivo, lo spopolamento di Gairo.

Ma anche un luogo nel quale i cani vengono appesi all’interno degli stabili diroccati usando fili elettrici. È un sospetto poco edificante ma di fatto che accade nel “paese fantasma” per eccellenza della Sardegna. GAIRO VECCHIA non solo è una città disabitata, ma anche un luogo della memoria, da tramandare ai posteri e di strani avvenimenti. Quelli che, lontani da occhi indiscreti, avvengono dentro le mura decadenti di questa città deserta sorvegliata da un centinaio di edifici a due piani. Sono le mute sentinelle di un centro che ha tanto da raccontare in termini di storia e di identità della Sardegna  -secondo Marcello  Polastri, guida turistica regionale e presidente del team esplorativo Sardegna sotterranea. L’associazione ha realizzato un video disponibile e liberamente linkabile dai media, in rete, all’indirizzo https://youtu.be/OAjN-DEhZKA . Auspicando sia la valorizzazione dell’intero complesso edilizio e sia la salvaguardia strutturale dello stesso, di fatto soggetto a continui smottamenti, domenica l’associazione realizzerà con il CRAL SARDEGNA un tour guidato proprio nel sito spettrale eppure suggestivo.
Nel video realizzato da Sardegna sotterranea sono documentati stabili affascinanti, seppure pericolanti, causa il dissesto idrogeologico che affligge il suolo locale. Già il termine “GAIRO” dal greco significa “terra che scorre”. Ed “anche per questa ragione Gairo Vecchio meriterebbe una opera di recupero poiché rappresenta il monumento-simbolo e di fatto vivente – conclude Polastri – di una Sardegna da salvare. E da tramandare”.