Il sottosuolo di Iglesias custodirebbe in un reticolo di sotterranei il tesoro di UGOLINO della Gherdesca.

“Il Conte cannibale” secondo Dante Alighieri e la sua divina commedia. È pur vero che qualcosa di bello e di prezioso è stato ritrovato nei sotterranei adiacenti piazza Sella. Un esempio? Diverse monete e i resti di stoviglie che sono capaci di catapultarci indietro nel tempo, quando Iglesias era una città potentissima, e come tale pullulava di personaggi di grande spessore. Come ad esempio coloro che decisero di creare ex novo o ampliare il reticolo dei sotterranei che attraversano la città.
Ieri, una seppur piccola porzione di questo regno incantato è stata aperta al pubblico dal CISSA, il centro speleologico di Iglesias. In occasione della giornata locale di Monumenti Aperti, piccoli gruppi di curiosi hanno varcato la soglia di una galleria lunga circa 150 metri. Si tratta di un tunnel adibito a rifugio durante l’ultimo conflitto mondiale quando in Sardegna cadevano le bombe sganciate dalle fortezze volanti.
“Ieri i pianti e le urla dei rifugiati, oggi il silenzio” ha detto una guida mentre terminava il giro di perlustrazione. Grazie alle sue parole, il fascino andava a braccetto con la storia e i suoi misteri. Poi la riscoperta, con le lampade che hanno illuminato oggetti d’altri tempi che spaziano dal Medioevo al 1943. “C’è stato chi, dopo la seconda guerra mondiale, ha usato questa galleria evidentemente abbandonata come una specie di pattumiera”, ha  svelato il presidente del CISSA Francesco Ballocco.
Una pattumiera sogno le stanze del castello di UGOLINO a Iglesias dunque. Alla faccia della storia e della sua importanza. Ma in effetti, certi avvenimenti, fanno parte dei corsi e dei ricorsi della storia, delle sue contraddizioni. Per fortuna c’è chi, pur correndo rischi anche personali, continua a lavorare e ad esplorare per mostrarci sprazzi di storia. Come documenta questo video esclusivo che vi mostra per la prima volta, grazie alle scoperte dei ragazzi del centro speleologico di Iglesias, sin dove arrivano le nostre radici culturali. Cos’altro dire… Buona visione!